Ho visto anche degli zingari felici (Claudio Lolli)


Perché questo sia uno dei più grandi album della musica d'autore italiana, l'hanno già spiegato in tanti: la struttura atipica, la dirompente irruzione del sassofono in un'opera di cantautore, la sintesi di poesia e cronaca, di intimo e pubblico. Per chi come me l'ha inseguito per anni dopo averlo sconosciuto sbocconcellato dalle chitarre altrui, è un oggetto molto prezioso. Un'opera che (sin dalla fascetta "prezzo imposto", che rivedremo più avanti in un altro LP inglese) fotografa l'atmosfera di un periodo storico che nel bene e nel male sembra lontano molti più secoli di quanto lo sia davvero.