Anime Salve (Fabrizio de Andrè, 1996)
Fabrizio De André era per me già un'icona, un monumento, ma poteva tranquillamente appartenere alla storia. Invece all'improvviso uscì questo disco. In una successione vertiginosa di picchi musicali e poetici, De André ci porta dentro al punto di vista di prostituti, zingari, vittime di violenza o della natura; ci racconta di grandi solitudini, di sfruttati, emarginati e respinti. Un disco dalla parte di tutti gli ultimi, con il loro "marchio speciale di speciale disperazione". Che rigira tuttora come una lama affilata nelle piaghe della nostra coscienza civile. (E c'è da dire che non è da tutti lasciarci con un disco che non ci faccia rimpiangere i primi).
