La voce del padrone (Franco Battiato, 1981)



Chi non c'era può solo tentare di immaginare l'assoluta ventata di novità che rappresentò questo album. Battiato partiva da una nicchia di sperimentalismo estremo (nota a pochi) e, dopo tappe graduali (già più note), approdava alla forma canzone standard (uno dei più grandi successi di sempre), coniugando musica elettronica e sinfonica, minimalismo e synth-pop, spazzando via in un colpo decenni di arpeggi di chitarra e cantando di concetti come "codici di geometria esistenziale" e "meccaniche celesti". Chi lo ascoltava si sentiva elevato, anche se era in compagnia di altri milioni di apprezzatori.
Chi c'era aveva la sensazione che stava nascendo la musica italiana del futuro.